domenica 15 aprile 2012

Repubblica Catalana e Spagna Repubblicana

In questi giorni si sente molto parlare di repubblica, ma qui in catalogna ce ne fu una di speciale, cerchiamo di dare qualche notizia.

La Repubblica Catalana fu proclamata il 14 aprile 1931 poche ore prima che a Madrid lo fosse la Repubblica Spagnola. Dopo il trionfo elettorale del neonato partito Esquerra Republicana de Catalunya, i due dirigenti Francesc Macià e Lluís Companys occuparono i palazzi del potere, nell’attuale Plaça Sant Jaume, e dai balconi fecero l’annuncio, non senza tensioni interne.

Tre giorni dopo, con la visita a Barcellona di tre ministri del governo provvisorio di Madrid, si fece l’accordo di sostituire la Repubblica Catalana con la Generalitat con un proprio statuto di autonomia che si doveva approvare da parte del parlamento costituente.
In realtà, il gesto iniziale di Macià fu ambiguo e provvisorio, con un’abbandono graduale del tono indipendentista. Le formule utilizzate in seguito furono ad esempio “la proclamazione dello stato catalano … si integrerà alla federazione delle repubbliche iberiche”. Macià si era visto obbligato a cercare il supporto di Madrid nella nomina di nuovi responsabili locali dell’esercito, della delegazione del governo e della magistratura.
A parte lo spagnolismo dimostrato dalla maggioranza del Partito Radicale Repubblicano - e specialmente da Emiliano Iglesias - il resto delle forze politiche catalane non diedero supporto esplicito ad una repubblica indipendente ma accettarono l’autorità di Francesc Macià come parte di un negoziato con le nuove autorità repubblicane di Madrid.

libera traduzione dalla voce “República Catalana” da www.enciclopèdia.cat

giovedì 22 dicembre 2011

I "papers" restano a Salamanca per ordini superiori: di chi?

Il ritorno delle ultime casse di documenti in Catalogna era cosa praticamente fatta, mancava solo l'ultima riunione ma la signora Ángeles González Sinde, ministro ancora per pochi giorni del governo spagnolo, ha dato ordine - senza alcuna spiegazione -  di interrompere il procedimento.

Fonti  informative pubbliche hanno riportato la dichiarazione del responsabile della cultura del governo catalano, Ferran Mascarell che ha dichiarato che la ministro aveva agito per “ordini superiori”.

Ma, aggiungiamo noi, chi puó essere il superiore di un ministro, se non il presidente del Consiglio dei Ministri? 
E perché questo presidente non ha voluto completare un’operazione che – oltre ad essere regolata da una legge apposita – era ormai quasi terminata?

Cose come queste fanno parte della “trasmissione di poteri” fra un governo e l’altro e ormai Zapatero non aveva nessun interesse per la questione. Al contrario di qualcuno che, nel nuovo governo, ha interessi “superiori” per trattenere questi materiali ed usarli come merce di scambio nelle prossime trattative.