Sull'argomento dell'indipendenza, in Catalogna stiamo assistendo ad un cambiamento della situazione rapido quanto interessante. Da teoria di pochi, l'indipendentismo sta diventando desiderio di molti.
L'impressione è che in questi ultimi anni quest’idea si sia fatta strada tra una fascia di popolazione estremamente ampia, dopo ripetute prove da parte delle istituzioni statali spagnole di non voler arrivare ad una evoluzione plurinazionale o federalista dell'organizzazione statale.

Jordi Pujol, l’ottantenne ma ancora molto autorevole uomo politico che fu per 23 anni ininterrotti presidente della Generalitat de Catalunya , ha ammesso pubblicamente che per tutta la sua lunga attività politica ha cercato un modo di collaborare con la Spagna ma non c'è riuscito. Questa svolta è importante perché, come spiega molto bene Patricia Gabancho su un giornale digitale “…l’ex presidente rappresenta una grossa fetta del paese, i fedeli del cosiddetto “pujolisme”, che era un nazionalismo contenuto, emozionale, ed estremamente propenso a patteggiare, condizione che nascondeva sotto il paravento della responsabilità politica…” http://www.naciodigital.cat/opinionacional/noticiaON/1646/pujol/pas
Durante una conferenza tenuta a fine marzo presso l'Università Pompeu Fabra di Barcellona, Pujol ha ripercorso i suoi sessant'anni di attività politica dichiarando fallito il tentativo di mediazione con lo stato ammettendo che per lui "non restano più argomenti validi per opporsi all'indipendenza!".
Poco dopo, in un'intervista a Catalunya Radio, l'ex-Presidente ha comunicato di aver votato “Si” al referendum autogestito sul dret de decidir, che da un anno e mezzo si sta svolgendo in quasi tutti i comuni di Catalogna ed è arrivato all’ultima prova, quella della capitale Barcellona.
Poco dopo, in un'intervista a Catalunya Radio, l'ex-Presidente ha comunicato di aver votato “Si” al referendum autogestito sul dret de decidir, che da un anno e mezzo si sta svolgendo in quasi tutti i comuni di Catalogna ed è arrivato all’ultima prova, quella della capitale Barcellona.
Il quesito referendario è: “vuoi che la Catalogna diventi uno stato indipendente, nel seno dell’Unione Europea?”. Se l’uomo che, per 23 anni di fila, ha ottenuto i voti dei catalani per governare il paese decide che adesso si risponde “Si”, la cosa avrà conseguenze importanti. Aspettiamo i risultati della consultazione per confermare o meno questa tesi.